AMARE SÉ STESSI: La fortuna di Narciso

Narciso, è un personaggio della mitologia greca, un giovane cacciatore, famoso per la sua bellezza. A seguito di una punizione divina, s’innamora della sua stessa immagine riflessa in uno specchio d’acqua e…muore cadendo nel lago in cui si specchiava.

Ovidio raccontando questa storia vuole metterci in guardia contro l’eccessiva vanità, l’egoismo e l’assorbimento in sé stessi, il “narcisismo” insomma, che può condurre alla rovina e all’isolamento.

Sicuramente ha ragione, Ovidio è uno dei più grandi filosofi latini e non oserei mai metterlo in discussione, però…soprattutto in un mondo come quello di oggi, in cui ci sono molte pressioni esterne e standard irrealistici da soddisfare, quanto sarebbe bello amarsi come si amava Narciso

Poi vabbè…lui è figlio di un Dio e una Ninfa quindi non giudichiamolo.

Secondo gli ultimi dati statistici dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ad oggi, ci sono più di 400 milioni di persone affette da depressione in tutto il mondo. Questo disturbo mentale, che colpisce il 15% della popolazione nell’arco della vita, è nella maggior parte dei casi causa di bassa autostima e quindi, poco amore per sé stessi.

Chi ha una bassa autostima può essere più vulnerabile a sperimentare oltre la depressione e altri disturbi dell’umore, anche disturbi d’ansia e in generale è più incline all’insorgenza di disturbi mentali. L’assenza di amore per noi stessi impedisce di riconoscere il nostro valore e il nostro potenziale, ci impedisce di stabilire relazioni sane e perseguire i nostri obiettivi

Al contrario, una buona autostima migliora la salute e la longevità, spingendo gli individui a lottare per il proprio bene, essere più resilienti e in grado di affrontare meglio le sfide della vita, recuperare in maniera più efficace dai fallimenti, imparare dagli errori e vedere le difficoltà come opportunità di crescita anziché come prove della propria incompetenza.

In generale, quando una persona si ama e si rispetta, si prende cura di sé stessa in modo migliore, adotta comportamenti sani e fa scelte che favoriscono il proprio benessere fisico, emotivo e spirituale.

Va bene, ma se non siamo delle semi-divinità greche, come impariamo ad amare noi stessi?

Imparare ad amare sé stessi è un viaggio lungo, e insidioso, ma emozionante e trasformativo che richiede tempo, impegno e auto-riflessione. È un processo profondo che coinvolge la nostra relazione con noi stessi, che spesso può essere influenzata da esperienze passate, influenze culturali e aspettative esterne.

Non esiste una guida, non esistono istruzioni, però esistono dei consigli.

Dobbiamo imparare a conoscerci, a fare attenzione alle nostre esigenze fisiche, psicologiche e spirituali, individuare i nostri punti di forza e debolezza, trattarci con gentilezza e compassione e soprattutto, prenderci del tempo per noi stessi.

Tempo per fare qualsiasi cosa ci renda felici e ci aiuti a rilassarci.

Gli psicologi suggeriscono di praticare la Mindfulness, una pratica potente, che deriva dalle tradizioni buddiste, attraverso il quale, tramite l’utilizzo di una varietà di tecniche, come la meditazione, la respirazione consapevole o lo yoga possiamo sviluppare consapevolezza, ridurre lo stress e migliorare il benessere emotivo.

Se però l’idea di sedervi a gambe incrociare ed ascoltare i vostri respiri non vi attira, non vi preoccupate. Narciso, che la mindfulness non la conosceva, si rilassava guardandosi nello specchio d’acqua del lago. Basta prenderci del tempo per rilassarci, praticare il nostro hobby e il nostro sport preferito, o qualsiasi altra attività che ci possa rendere felice.

Non c’è una guida definitiva per imparare ad amare sé stessi, ma ci sono molti modi per avvicinarsi a questo obiettivo. Quello che conta è l’impegno costante nel perseguire il proprio benessere e la propria felicità.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *