Quando perdiamo il diritto di essere differenti, perdiamo il privilegio di essere liberi

I ricercatori di psicologia sociale e della personalità sono da tempo interessati al ruolo delle percezioni legate al sé e hanno cercato di capire come gli individui definiscono e categorizzano gli aspetti dell’esperienza e del comportamento considerati “io” e come rispondono alla domanda “Chi sono?”, proprio perché ritengono che essa assuma un ruolo centrale nella previsione dell’autostima, dell’adattamento psicosociale, del benessere o del malessere delle persone.

Secondo Carl Rogers, noto psicologo e psicoterapeuta, il sé è l’ingrediente centrale della personalità umana, è ciò che un individuo pensa di sé stesso, l’immagine che ha di sé nei vari contesti sociali in cui è immerso, è espressione di specifici punti di vista e prospettive ed influenza il modo in cui una persona pensa, si sente e si comporta nel mondo.

Strettamente legato al concetto di sé troviamo il concetto di Autostima. L’autostima costituisce l’opinione che ognuno di noi ha rispetto al proprio sé, inteso come valutazione positiva o negativa di quest’ultimo.

Nel momento in cui il sé ideale, ovvero la versione di sé che un individuo aspira a diventare, è coerente con il sé reale, che rappresenta il vero stato attuale di una persona, sperimentiamo congruenza e benessere, altrimenti può verificarsi un conflitto interiore che causerà insoddisfazione personale, ansia, infelicità e problemi d’autostima.

Uno degli aspetti che influisce di più sulla valutazione positiva o negativa di se stessi è sicuramente l’immagine corporea.

L’immagine corporea è un costrutto ampio che comprende percezioni, pensieri, emozioni e comportamenti della persona in riferimento alle proprie caratteristiche fisiche. Se la percezione del proprio corpo è negativa è probabile sperimentare insoddisfazione corporea.

L’insoddisfazione corporea può essere definita come l’atteggiamento negativo verso il proprio corpo derivante da una discrepanza percepita tra l’immagine corporea reale e l’immagine corporea ideale.

L’insoddisfazione dell’immagine corporea riveste un’importanza crescente a causa della sua implicazione come fattore di rischio per la successiva insorgenza di disturbi alimentari, depressione, disagio emotivo e bassa autostima.

Questa insoddisfazione può svilupparsi già a partire dai sei anni di età, innescato da una varietà di influenze sociali, culturali e individuali. In particolare, sembra che gli individui interiorizzino standard estetici ampiamente diffusi nella cultura di appartenenza, sulla base dei quali avviene poi il confronto sociale.

Ansbacher sosteneva che “essere umani significa avere sentimenti di inferiorità”, ma mentre nel mondo reale il confronto sociale coinvolge di solito se stessi e pochi altri e nell’era dello strapotere dei media questo confronto è potenzialmente illimitato.

La Teoria del Confronto Sociale si basa sull’idea che le persone confrontino le proprie opinioni e capacità con quelle degli altri e che il confronto influisca sull’autovalutazione.

Nonostante spesso sia presente un termine di paragone oggettivo a cui fare riferimento (ovvero, curve di crescita che definiscono il peso “sano” in base all’altezza per esempio), l’individuo tendenzialmente si affida a target socioculturali.

Questi target socioculturali sono fortemente trasmessi attraverso i mass media, dove immagini irrealistiche e idealizzate sono determinanti nel creare e rafforzare la preoccupazione per il proprio aspetto e l’attrattiva fisica.

Nelle società occidentalizzate le persone tendono a percepire la magrezza e l’attrattiva come caratteristiche fisiche desiderabili, soprattutto per le giovani donne e attraverso campagne pubblicitarie di ogni tipologia, questo ideale viene costantemente enfatizzato.

Inoltre, sebbene i media tradizionali siano ancora ampiamente consumati, altre forme di “nuovi” media sono sempre più accessibili, in particolare Internet che è rapidamente diventando la fonte mediatica principale utilizzata dai giovani adulti.

Studi recenti dimostrano che, come nei media tradizionali, anche su Internet, in particolare sui social network, esistono molti luoghi che perpetuano gli ideali stereotipati di bellezza femminile. Ad esempio, un’analisi del contenuto delle pubblicità sui siti web rivolti agli adolescenti ha rilevato che la maggior parte delle figure nelle pubblicità erano femminili, giovani, magre e attraenti (Slater et al. 2011).

In questo panorama sempre più influente dei social network, due concetti emergono come protagonisti nei discorsi riguardanti la percezione del corpo e l’autostima: “fitspiration” e “thinspiration”.

Il fitspiration ispira uno stile di vita attivo e sano, cercando di motivare gli individui a perseguire il benessere e la forma fisica, una dieta equilibrata e uno stato mentale positivo. Il thinspiration invece si limita ad osannare l’ideale di magrezza estrema attraverso immagini visive o testuali volte a ispirare la perdita di peso.

In conclusione, l’influenza del confronto sociale sull’immagine del nostro corpo è un tema complesso e rilevante che permea molteplici ambiti della nostra vita. Dalla percezione di sé e dell’autostima all’interiorizzazione degli standard estetici veicolati dai media e dai social network, il confronto con gli altri e con gli ideali di bellezza dominanti può plasmare profondamente la nostra percezione del corpo e il nostro benessere psicofisico.

È fondamentale comprendere che l’immagine corporea non è statica, ma soggetta a influenze esterne e interne che possono favorire sia una visione positiva che negativa di sé stessi.

L’adozione di un’immagine corporea positiva, basata sull’amore e il rispetto per il proprio corpo, può fungere da baluardo contro gli effetti dannosi del confronto sociale e dei canoni estetici irrealistici promossi dai media.

Per promuovere un’immagine corporea positiva e uno stile di vita sano, è importante favorire la diversità e l’inclusività nelle rappresentazioni mediatiche, incoraggiando modelli realistici e positivi di bellezza. Inoltre, un’educazione mediatica mirata può aiutare le persone a sviluppare capacità critiche nei confronti dei messaggi mediatici e a filtrare le informazioni in modo da proteggere la propria autostima e il proprio benessere.

Mrs. Sporty offre un ambiente accogliente e motivante dove le persone possono coltivare un rapporto positivo con il proprio corpo attraverso l’attività fisica e uno stile di vita attivo. Invitiamo tutti coloro che desiderano esplorare il potenziale del loro corpo, migliorare la propria salute e rafforzare la propria autostima a unirsi a noi presso i nostri centri. Insieme, possiamo costruire un’immagine corporea positiva e sostenere il benessere psicofisico di ogni individuo.